Domenica, 16/12/2018 turno A3 (opening page 19:28)

I rifiuti di Napoli su una portacontainer

WASTE TRANSFER FLOATING STATION (W.T.F.S.)

NAPOLI — Nel documento, composto di poche pagine e rimasto per il momento riservato, vengono indicate le motivazioni che renderebbero conveniente la soluzione del sito marittimo rispetto ai classici e osteggiati siti di trasferenza terrestri. Una prima considerazione è di ordine squisitamente «politico» . L'apertura di nuovi impianti è ormai fortemente osteggiata dalle comunità locali. La sola notizia, infatti, del possibile allestimento di un nuovo sito basta a far scendere in piazza i cittadini e molto spesso anche gli amministratori del Comune. Il sito di trasferenza marittimo permetterebbe di superare quello che in realtà si sta rivelando l'ostacolo più ostico alla risoluzione dell'attuale crisi e eviterebbe ai politici l'inevitabile perdita di consenso derivante da scelte impopolari. Ma è chiaro che la prospettazione dei Vigili del fuoco tiene conto anche di altri aspetti di natura tecnica.

Innanzitutto, stoccare temporaneamente i rifiuti sulla nave non comporterebbe rischi di natura igienico sanitaria per la popolazione, né provocherebbe la diffusione di quei miasmi pestilenziali, incompatibili con l'esistenza quotidiana dei cittadini che hanno la sfortuna di abitare nei pressi di qualsivoglia sversatoio. Inoltre, anche il problema delle infiltrazioni di percolato nel terreno e, attraverso questo, nelle falde acquifere verrebbe risolto alla radice. Per sua natura, infatti, una nave è impermeabile. Occorre a questo punto fare un passo indietro e ricostruire più in dettaglio come dovrebbe funzionare il piano. Per prima cosa, i rifiuti attualmente in strada dovrebbero essere raccolti stipati direttamente all'interno dei grandi cassoni destinati al trasporto merci. Attraverso un preciso calendario di carico, tale da evitare ingorghi nella zona portuale e dunque la permanenza oltre i tempi strettamente necessari dei container stessi sulla banchina, i cassoni verrebbero portati a bordo e sistemati nelle stive. A questo punto, le stive stesse verrebbero allagate, naturalmente entro il limite massimo di carico, con acqua di mare. Quest'ultimo accorgimento consentirebbe la diluizione del percolato fuoriuscito dai container. Inscatolati e sommersi, i rifiuti potrebbero restare nella pancia della nave per una tempo nettamente superiore a quello della normale permanenza in un sito di trasferenza terrestre. Per lo smaltimento si ipotizza lo svuotamento delle stive attraverso apposite pompe. Il percolato diluito potrebbe essere trasportato con delle autocisterne e trattato nei normali impianti di depurazione. I rifiuti solidi verrebbero avviati ai normali trattamenti.

Il documento non è accompagnato da un'analisi dei costi. Ma si ritiene che, nel complesso, l'operazione potrebbe avere costi addirittura più contenuti rispetto a quelli che si sono sostenuti finora per far fronte ad altri picchi dell'emergenza. Naturalmente, il costo maggiore sarebbe rappresentato proprio dal fitto della nave. Secondo i proponenti non dovrebbe essere difficile utilizzare una portacontainer di tipo tradizionale che garantirebbe un carico di oltre diecimila tonnellate. Nulla vieterebbe di utilizzare più navi di dimensioni inferiori. Una volta acclarata la possibilità di procedere alla realizzazione del sito di trasferenza marittimo, le operazioni di carico della spazzatura non richiederebbero più di pochi giorni. A Napoli e provincia l'emergenza sarebbe praticamente azzerata. Le strade pulite (naturalmente ci si dovrebbe limitare a smaltire la produzione giornaliera di rifiuti) consentirebbero anche alle autorità preposte ai controlli di verificare il rispetto delle norme di smaltimento da parte dei cittadini e l'apertura di una nuova fase.

Il piano dei Vigili del fuoco resta in queste ore un prezioso e originale contributo alla soluzione di una delle emergenze più drammatiche della storia di Napoli. Ed è significativo che questo contributo provenga dal Corpo tanto amato dai cittadini perché sempre generosamente in prima linea quando non c'è il tempo per pensare troppo, ma solo quello per agire in fretta e in condizioni di grave rischio per l'incolumità di chi opera. Del resto, non sono ignote ai cittadini napoletani e dell'hinterland le immagini di uomini in divisa, con maschere antigas o autorespiratori intenti a sopprimere i roghi divampati per un letale mix di esasperazione e inciviltà

(articolo scritto da Gimmo Cuomo è pubblicato sul Corriere del Mezzoggiorno del 26 giugno 2011)